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LA ZANZARA TIGRE
La zanzara tigre (nome scientifico Aedes Albopictus) è originaria del Sud-est asiatico, è comparsa in Italia nel 1990 ed attualmente si è diffusa in molte zone della nostra nazione.
A differenza della zanzara comune, la "tigre" è più piccola, presenta una tipica striatura sulle zampe e sul corpo e di solito punge di giorno, in particolare nel primo mattino e nel tardo pomeriggio. Di notte e negli altri momenti della giornata, si riposa nelle siepi o nei cespugli, dentro i pozzetti e nell'erba folta.
E' attiva da aprile a ottobre, pur con variazioni relative al clima e alla stagione, dopodichè depone uova dette ''di resistenza'', capaci di superare, anche in assenza di acqua, le rigide temperature invernali e giungere all'estate successiva.
La puntura provoca dolore, gonfiore e prurito più intensi rispetto alla zanzara comune.
Entrambi i tipi di zanzara (quella comune e la "tigre") necessitano di una piccola quantità di acqua per depositare le uova. Tombini, sottovasi, annaffiatoi, teli di nylon o pneumatici abbandonati con acqua stagnante sono i luoghi ideali dove essa si può riprodurre.
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CICLO BIOLOGICO DELLA ZANZARA
Le uova deposte sulla superficie dell'acqua, una volta sommerse, si schiudono per dare le larve, che hanno dimensioni generalmente tra 1 e 12 mm ed assumono una colorazione compresa da marrone chiara/grigiastra a quella scura, quasi nera.
Le larve proliferano nell'acqua e in 6-8 giorni diventano, passando per lo stadio di pupa, zanzare adulte, che a loro volta depongono le uova e danno vita ad un nuovo ciclo riproduttivo (la vita media di una zanzara adulta è di circa due/tre settimane).
La fase del ciclo riproduttivo in cui la zanzara è più vulnerabile è quella larvale, durante la quale può essere facilmente uccisa da insetticidi biologici ad azione tossica specifica per tale insetto, e
non pericolosi per gli altri animali, per le persone e per l'ambiente.
Gli interventi sulla zanzara adulta effettuati con nebulizzatori, o mezzi similari, procurano risultati solo temporanei e non esaustivi, provocando la diffusione di notevoli quantità di insetticida che può essere dannoso per l'ambiente e per l'uomo.
Il metodo più efficace per la lotta alla zanzara è l'uso di larvicidi nei focolai di riproduzione.
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